I nostri progetti

IL PROGETTO DELLA SCUOLA DI BINTE A CARACHE

Carache è una delle isole più remote dell’arcipelago delle Bijagos, la cui comunità locale è stata pronta ad aderire all’iniziativa proposta da “L’isola che c’è – ONLUS” collaborando fattivamente in tutte le fasi del progetto di costruzione e di avvio della scuola. Approvando l’iniziativa la gente del villaggio si è infatti assunta il compito di costruire l’edificio che avrebbe ospitato la scuola. La mano d’opera è stata fornita dagli abitanti secondo la formula del Programma Alimentare Mondiale “food for work”, cibo in cambio di lavoro: i costi economici di questa operazione sono stati a carico del progetto. Pertanto è stato costruito un edificio scolastico in muratura a Binte, nell’isola di Carache, fornito di banchi e lavagne. Per lo svolgimento delle attività didattiche sono stati formati 4 insegnanti. Ai 130 ragazzi che frequentano la scuola viene fornito il materiale didattico e un pasto al giorno, così da invogliare le famiglie a mandare a scuola i loro figli. 

scuola binte

 Scuola di Binte prima della ristrutturazione (marzo 2012)

cuoche scuola

 Cuoche della scuola di Binte (prima della costruzione della cucina)

CENTRO DI SALUTE NEL VILLAGGIO DI AMPINCHA

Al fine di fornire assistenza sanitaria agli abitanti dell’isola di Carache, l’associazione ha formato un infermiere che porta avanti da circa quattro anni un programma di prevenzione sanitaria, per migliorare lo stato di salute e prevenire la diffusione di malattie dovute alla contaminazione dell’acqua del pozzo o alla diffusione di parassiti e attività di prevenzione anti HIV/AIDS. Dato che sull’isola non era disponibile un luogo dove poter medicare i malati, tenerli sotto osservazione o somministrargli le cure adeguate, nel 2012 “L’isola che c’è – ONLUS” ha realizzato un Centro di salute nel villaggio di Ampicha, sull’isola di Carache, che fornisce assistenza sanitaria e medicine di base a tutti gli abitanti dell’isola di Carache. L’entusiasmo della popolazione locale traspare dal nome con cui è stato chiamato: “Ampincha Timaquen”, che significa “Meraviglia di Ampincha”. Il centro di salute è stato realizzato con i soldi che sono stati donati da tutti i sostenitori con il 5x1000.

Centro salute

 Centro di salute di Ampicha, isola di Carache, in costruzione

infermieri centro salute

Bambino di Carache visitato dagli infermieri che collaborano al progetto

Progetto vaccinazioni ISOLA DI CARACHE in GUNEA BISSAU

Con fondi donati da sostenitori di Legambiente che hanno aderito alla Campagna “Unmondotuttoattaccato”, abbiamo realizzato un programma di vaccinazioni per integrare le campagne vaccinali effettuate in precedenza da altre organizzazioni fra cui l’UNICEF. Le patologie a trasmissione ematica/sessuale quali AIDS e Epatite B e C sono molto diffuse nel Paese, pertanto si è optato per l’unica vaccinazione tra queste disponibile ovvero l’epatite B. Marcellino, l’infermiere formato da “L’isola che c’è ONLUS”, che vive ed opera nell’isola di Carache ha contattato tutte le famiglie dell’isola di Carache con bambini nella fascia di età tra 0 e 12 anni. Per ogni bambino sono stati raccolti dati essenziali (dati angrafici, peso, temperatura corporea, verifica delle vaccinazioni ricevute, eventuali richiami ecc.) e registrati in apposite schede cartacee. I dati raccolti sono stati successivamente inseriti in un archivio informatico. Questi momenti di incontro con i bambini (e genitori/familiari) hanno rappresentato una decisiva opportunità per effettuare un esame obiettivo su ciascun individuo ed evidenziare lo stato di salute dei bambini consultati ampliando a tutti i genitori e familiari che si sono presentati la possibilità di ricevere un controllo medico ed infermieristico presso il Centro di salute. A seguito di questa selezione è stato possibile individuare i casi in cui era necessario indicare un trattamento terapeutico o educativo sul posto, ed i casi per i quali è stato necessario l’invio a Bissau per un controllo medico più accurato ed eventuali indagini diagnostiche a spese dell’associazione (che ha sempre sostenuto le spese sanitarie, viaggio e soggiorno delle famiglie che necessitano di maggiori impegno assistenziale).

Progetto vaccinazione

 Mamma con bambina nel corso di una visita per la vaccinazione presso il Centro di Salute realizzato da L’isola che c’è ONLUS

Mariagrazia Angrisani che visita i bambini nel Centro di Salute

REALIZZAZIONE DI POZZI PER IMPEDIRE LA CONTAMINAZIONE DELL'ACQUA

Grazie ai proventi del 5x1000 l’associazione ha realizzato un pozzo per l’approvvigionamento dell’acqua potabile nel villaggio di Ampicha, in modo da evitare il contatto dell’acqua con oggetti, come ad esempio il secchio, che essere vettori di contaminazione. Infatti i punti di raccolta d’acqua utilizzati dalla popolazione sono spesso costituiti o da pozze a terra, dalle quali si possono abbeverare anche gli animali, oppure da pozzi bassi in cui viene immerso un secchio per la raccolta dell’acqua che poi viene in genere posato a terra, ponendolo a contatto con deiezioni animali o con detriti alimentari lasciati intorno al pozzo.

Donna che raccoglie l’acqua da un affioramento a terra

 Donna che raccoglie l’acqua da un affioramento a terra

Centro di accoglienza per bambini a Biombo

L’attuale aumento della diffusione dell’AIDS, spesso associato alla tubercolosi, ha messo in crisi la tradizionale famiglia africana, allargata e solidale. L’abbandono dei bambini espone gli stessi al rischio di rapporti sessuali precoci, spesso con carattere di prostituzione, causando un esponenziale aumento dei fattori di contagio e un aggravamento della già disastrosa situazione sanitaria, in un paese sostanzialmente privo di risorse profilattiche e terapeutiche. Il governo della Guinea Bissau ha messo a disposizione nei primi mesi del 2005, nell'ambito del succitato protocollo di cooperazione con “L’isola che c’è – ONLUS”, un terreno di quattro ettari per il progetto, situato presso il villaggio di Ondame (Biombo).  Pertanto l’Associazione ha costruito un centro di accoglienza a Ondame, nella regione di Biombo, ad un’ora di trasporto dalla capitale Bissau, avviato nel Dicembre 2009. Nel centro sono stati accuditi e allevati 26 bambini che ora sono stati dati in affidamento a famiglie locali o adottati da famiglie europee tramite il supporto dell’associazione “Oscar B”. Purtroppo la situazione di notevole instabilità del Paese, l’aumento dei costi generali e la fuoriuscita dalla Guinea Bissau di alcune associazioni con cui stavamo collaborando, ci hanno indotto a sospendere momentaneamente le attività del Centro di Accoglienza di Biombo. Alle famiglie locali che hanno preso in affidamento i bambini del centro di Accoglienza l’associazione fornisce un supporto economico e sanitario affinché i bambini potranno frequentare la scuola ed essere accompagnati nella loro crescita. Al momento siamo in attesa di risposte da parte di organizzazioni internazionali e locali per il proseguimento di attività nella struttura del Centro di Biombo coerenti con le finalità della nostra associazione.

centro accoglienza biombo

Interno del Centro di accoglienza di Biombo